8^ Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale

10 Febbraio 2022

Nell’ambito del corso sul Dialogo Sociale europeo, che si sta svolgendo in quest’ultimo periodo, i partecipanti del Progetto Distico, guidati dalla docente Rossella Rusca, hanno approfondito i principali highlights dell’ottava Relazione sulla Coesione, pubblicata il 9 febbraio 2022.

Si tratta della relazione con cui, la Commissione riferisce con cadenza triennale al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni, sui progressi nel raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea. Essa fornisce una fotografia più chiara di quanto è stato conseguito e di quanto ancora rimane da fare nel periodo di programmazione 2021-2027 e indirizzerà le strategie e gli investimenti dell’UE per aiutare le regioni a conseguire una crescita equilibrata a lungo termine.


La relazione si concentra sull’analisi di tre tematiche:

1. i progressi compiuti nel raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale, compresa la situazione socioeconomica delle regioni;

2. il ruolo dei fondi, del finanziamento della Banca europea per gli investimenti e di altri fondi UE e politiche nazionali, sui progressi compiuti;

3. l’indicazione delle future misure e politiche dell’UE necessarie per rafforzare la coesione.

Nella relazione si analizza l’evoluzione della coesione nell’UE in base a un’ampia gamma di indicatori, tra cui la prosperità, l’occupazione, i livelli di istruzione, l’accessibilità e la governance.

La relazione include anche un’analisi dell’impatto del COVID-19, che rivela che e sono emerse nuove disparità territoriali e sociali. Oltre all’impatto della pandemia, la ricca analisi di questo Rapporto rivela una varietà di tendenze nella coesione territoriale all’interno dell’Unione. La maggior parte delle regioni meno sviluppate continuano a recuperare, ma molte regioni in transizione stanno rimanendo indietro. I tassi di occupazione sono più alti che mai, ma le disparità regionali rimangono elevate e persistono sacche di povertà, anche nelle regioni prospere.

I livelli di istruzione terziaria continuano ad aumentare, ma anche il divario. La fiducia nell’UE è cresciuta, ma rimane bassa in alcune regioni, in particolare, nelle zone rurali. La qualità della governance è migliorata, ma lo Stato di diritto si è deteriorato in alcuni Stati membri.

Il rapporto mostra che le regioni meno sviluppate hanno recuperato, ma che molte regioni in transizione sono rimaste bloccate in una trappola di sviluppo. Inoltre, il crescente divario nell’innovazione renderà più difficile il recupero per entrambi i tipi di regioni. A livello UE, i tassi di occupazione sono ora più alti di prima della crisi economica del 2008, ma le disparità regionali sono ancora al di sopra del loro livello pre-crisi. Il cambiamento demografico influenzerà tutte le regioni nei prossimi decenni. Le regioni dovranno adattarsi a una forza lavoro e a un corpo studentesco in calo e a una popolazione in crescita di 65 anni e oltre.

Il consolidamento fiscale dopo la crisi del 2008 ha ridotto gli investimenti pubblici e non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi. Di conseguenza, il finanziamento della politica di coesione è diventato sempre più importante, passando dall’equivalente del 34% al 51% degli investimenti pubblici tra il periodo 2007-2013 e quello 2014-2020.

Il rapporto sottolinea che le transizioni verdi e digitali saranno i motori principali della crescita dell’UE, ma sostiene che, senza un’adeguata azione politica, potrebbero apparire nuove disparità economiche, sociali e territoriali. Esso lancia una riflessione su come la politica di coesione dovrebbe evolvere per rispondere a queste sfide. Nel corso di diversi decenni, la politica di coesione dell’UE ha ridotto le disparità territoriali, stimolato la crescita economica e migliorato la qualità della vita. Ha giocato un ruolo centrale nella promozione della convergenza sociale verso l’alto, sostenuta dal Pilastro europeo dei diritti sociali.

In occasione della presentazione del Rapporto, Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme e Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, sono stati concordi nell’affermare che i nuovi programmi della politica di coesione 2021-2027 continueranno questo buon lavoro, in stretto coordinamento con la finanziaria del pacchetto NextGenerationEU. Ma le sfide rimangono e le politiche devono adattarsi. Restano ancora aperte importanti questioni.

Come può la politica di coesione sostenere la transizione verde e digitale? Come può rispondere alle sfide demografiche? Come può evitare la creazione di nuove nuove disparità o l’esacerbazione di quelle esistenti?

Come può portare l’innovazione in tutte le regioni, promuovere un’efficace cooperazione transfrontaliera e rafforzare i legami tra città e zone rurali?

Come può promuovere meglio l’inclusione sociale e la partecipazione al mercato del lavoro di donne, persone disabili, dei giovani, dei lavoratori poco qualificati, dei migranti e delle minoranze etniche, e delle persone che vivono in aree svantaggiate?

Il ricco contenuto e l’analisi di questo rapporto contribuiranno a nutrire il dibattito su quali sono gli strumenti e gli approcci migliori per continuare a realizzare un’Unione più competitiva, socialmente coesa, territorialmente equilibrata e a prova di futuro. Non solo nei prossimi anni, ma nei prossimi 30 anni.

Inoltre, l’8a relazione sulla coesione alimenterà le discussioni del prossimo Forum sulla coesione (17-18 marzo), nel quale si riuniranno i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, delle autorità nazionali, regionali e locali provenienti da tutti gli Stati membri, delle parti economiche e sociali, delle ONG e del mondo accademico. Nel forum si discuterà come la politica di coesione possa garantire che nessuna regione sia lasciata indietro e che tutte possano beneficiare delle transizioni verde e digitale. Il Progetto Distico continuerà a seguire e ad analizzare gli sviluppi di questo dibattito.

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8^ Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale